COME PREGA PETER PAN?

Peter una sera stava andando a fare visita a Wendy per chiederle di venire a giocare un po’ con lui sull’Isola che non c’è, ma l’amica rispose sconsolata:

– Non possiamo uscire di casa, non sai cosa è successo negli ultimi giorni? –

– Non mi è arrivata alcuna notizia… Entro in casa così mi spieghi tutto! – disse Peter attraversando la finestra, ma Wendy lo bloccò

– È meglio che tu non entri. Devi rimanere fuori alla distanza di almeno un metro. Ora ti racconto… – così la bambina spiegò a Peter Pan la situazione che stavano vivendo a causa del Coronavirus.

– Oh no! – esclamò Peter mettendosi le mani fra i capelli – Devo correre ad avvisare tutti gli amici sull’Isola che non c’è! Ma prima per favore Wendy dammi una mascherina… Non si sa mai! –

Così sfrecciò via veloce come una cometa. Arrivato sull’Isola tutti si misero a ridere di lui perché sembrava davvero buffo con la mascherina.

– Cos’è, un nuovo gioco? Fammela provare! — dicevano tutti. Ma Peter per farli stare in silenzio urlò

– Baaaaasta! Non è un gioco purtroppo. Devo radunare anche Capitan Uncino e la sua ciurma, così spiegherò a tutti gli abitanti dell’isola cosa sta succedendo sulla Terra. – i compagni erano increduli ma Peter continuò – Per questa volta dovremo unirci in pace. È in gioco l’esistenza dell’isola che non c’è!

Volò così verso il vascello pirata gridando:

– Capitan Uncino vengo in pace! Campanellino non è con me, quindi sono disarmato! Devo parlarti, è importante! —

Spiegata la situazione al Capitano, quello decise di far attraccare il suo veliero sul molo per far scendere la sua ciurma sulla terraferma. Così Peter raccontò a tutti quello che Wendy aveva detto a lui e aggiunse tristemente: – Se i bambini smetteranno di sognare l’Isola che non c’è questa scomparirà e noi con lei. Purtroppo non so cosa fare e tutti i bambini sono così tristi.

Allora Campanellino Trilli cominciò a svolazzare attorno all’orecchio di Peter, che riportò agli amici il messaggio: – Trilli dice che dovremmo metterci a pregare perché la polverina magica torni a far sognare i bambini!–

– Ma come si fa? Io non l’ho mai fatto! — disse Capitan Uncino

Peter rispose – So che alcune popolazioni pregano con le mani congiunte – ma quando il capitano provò si mise a urlare di dolore, perché il suo uncino punse l’altra mano – Altre invece si mettono per terra, piegate sulle ginocchia – ma quando Spugna provò, iniziò a rotolare per terra per quanto era paffuto – Ma credo che non troveremo mai una posizione che vada bene per tutti noi.- ammise infine guardando gli altri. Trilli però suggerì qualcosa a Peter: – Ognuno dovrà trovare la sua posizione ideale, l’importante sarà pregare con cuore puro e mente distaccata. Dividiamoci amici! Troveremo l’armonia per pregare e per salvare i sogni dei bambini, ne sono sicuro!–

Pregarono per un giorno intero, alcuni sotto un albero, altri per aria, altri ancora sulle montagne. Ad un certo punto la terra iniziò a tremare e tutti si radunarono a valle, osservando il vecchio vulcano spento eruttare polverina magica che brilluccicava nell’aria.

Peter entusiasta gridò: – Amici ce l’abbiamo fatta! –

– Ma chi di noi avrà pregato nel modo giusto? – chiese Uncino. Allora Campanellino si avvicinò all’orecchio di Peter e guardò tutti soddisfatta. Quello allora felice disse: – Qua la mano Capitan Uncino! Trilli dice che “Tanto potente è la luce dell’unità che può illuminare il mondo intero!” Abbiamo salvato i sogni dei bambini e l’Isola… Secondo me potremmo riunirci a pregare un po’ più spesso! —

Così Peter Pan e tutti gli abitanti dell’Isola che non c’è, finalmente uniti, salvarono i nostri sogni… Magari in giro potremmo trovare ancora della polverina magica! Chi cerca trova. 

Maria Giulia Schemmari (scrittrice e poeta)

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